News

History of music. Hansa Tonstudios, Berlino

History of music. Hansa Tonstudios, Berlino

Il luogo dove fu registrato Heroes di Bowie e Lust For Life di Iggy Pop.
Lo studio scelto per quattro volte dai Depeche Mode, da Nick Cave con i suoi Bad Seeds, dagli U2, i Marillion, gli Erasure, gli Alphaville.
Un luogo storico, che, dopo tanti anni di attività, prima e dopo la guerra, prima e dopo il Muro, prima e dopo l’elettronica, la techno, Christiane F. e l’eroina, mantiene ancora una caratteristica profondamente rock: fregarsene della tradizione, rifiutandosi di diventare un museo a uso e consumo della fan-base.
Per visitarlo è necessario prenotare l’unico tour autorizzato.
In alternativa è possibile approfittare di un piccolo gioiellino, il documentario “Hansa Studios, da Bowie agli U2 La musica ai tempi del Muro” che Sky Arte trasmetterà in due parti il 10 gennaio (a un anno dalla morte del Duca Bianco) e il 17 gennaio.
Di proprietà della famiglia Meisel (che comprò l’intero stabile per 50 mila marchi) dal 1975, oggi sotto il brand Hansa resiste solo una mixing room e lo Studio Uno, al piano più alto.
Lo Studio Tre caro ai Depeche Mode e la Meistersaal amata da Bowie, assieme al resto dell’edificio, sono in affitto per mille euro al giorno.
Ogni domenica, negli ultimi mesi, lo Studio Due è stato occupato da un coro religioso.
Lì, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Gestapo organizzava i suoi party, e 40 anni dopo Martin Gore dei Depeche Mode si aggirava completamente nudo.
Anche Bowie amava questo posto, e lo pretendeva completamente vuoto.
Fu proprio da una finestra degli studi, dove oggi c’è un bar interno, che vide il produttore Tony Visconti tradire la moglie con la cantante Antonia Maas, episodio cui si allude in Heroes.
Ad attirare qui i musicisti anzitutto il costo, un decimo di quanto veniva chiesto dagli studi di Abbey Road.
Bowie, che a Berlino andò per disintossicarsi ed esplorare il krautrock, fu introdotto agli Hansa per la prima volta dai Tangerine Dream.
A quel tempo una stanza dell’edificio era occupata dall’etichetta Ariola, che campava di classica e brani eurotrash (tra cui Albano e Romina).
I Depeche dissero di amare “quel che c’era intorno, la città in costante mutamento” e vollero scattarsi una foto sulle scale interne agli Hansa.
«Sono la nostra Beatle crossing», scherzano oggi i tecnici degli studios.
Chiunque, altrove, l’avrebbe trasformata in una postazione da selfie.

radioactiva

gennaio 9th, 2018

No comments

Comments are closed.